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Cattedrale di Modena, Torre della Ghirlandina e Piazza Grande Patrimonio dell'Umanità dal 1997

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Da San Geminiano alla Cattedrale romanica

Ancora disponibile il contributo della rassegna "Il Museo in diretta" dedicato al progetto di ricerca coordinato dal Museo per il sito Unesco di Modena, uno studio multidisciplinare delle fasi pre-lanfranchiane del Duomo, documentate da recenti indagini archeologiche.

Il video è disponibile sulla pagina del sito dei Musei Civici di Modena

Viene presentato un progetto di ricerca coordinato dai Musei Civici, importante per la conoscenza e la valorizzazione del centro storico cittadino e del Sito UNESCO di Modena.
Lo studio, multidisciplinare, riguarda le fasi pre-lanfranchiane del Duomo, anche documentate da recenti indagini archeologiche. Scopo della ricerca è tracciare un quadro dei processi ambientali, culturali, socio-politici, economici e biologici, che concorsero a trasformare la città nel passaggio tra età romana e medioevo.

L’evidenza archeologica, le fonti storiche, lo studio delle fasi costruttive della Cattedrale nel quadro dello sviluppo urbanistico, hanno consentito, col metodo pluridisciplinare, di acquisire nuovi dati per comprendere i processi che portarono a profondi mutamenti nella realtà modenese, culminanti in una “rivoluzione urbanistica”, segnata da un marcato spostamento della città post-antica rispetto a quella romana, compiuto in un periodo ancora imprecisato dell’alto medioevo.
Le fonti storiche attestano che Modena fu interessata a partire dal III secolo da un fenomeno migratorio di popolazioni di origine germanica, che trova conferma sul piano archeologico grazie alle analisi isotopiche compiute su un consistente campione di individui sepolti nelle necropoli rinvenute intorno al Duomo; dopo il V secolo le nuove dinamiche socioculturali e l’evoluzione urbanistica della tarda antichità col diffondersi del Cristianesimo, portarono la città a spostarsi verso ovest, con nuovo focus intorno alla basilica eretta sulle spoglie di San Geminiano.
A questi fattori si deve associare quello geologico-ambientale, menzionato nelle fonti antiche e più volte richiamato dalla letteratura sulla storia della città, sulla cui entità e portata le recenti scoperte archeologiche consentono di presentare nuovi elementi.

Presentano il progetto Francesca Piccinini e Silvia Pellegrini dei Musei Civici, in collegamento con i referenti di alcuni degli istituti coinvolti: Stefano Lugli di UNIMORE - Dipartimento di Scienze Chimiche e Geologiche; Stefano Benazzi di UNIBO - Dipartimento Beni Culturali; Elena Silvestri, architetto Studio Silvestri di Modena.